OCSE: “Allarmante in Italia il consumo di nicotina tra i giovani”

7 maggio 2026 – “Il tasso di fumatori adulti in Italia è rimasto stabile durante la pandemia, mentre il consumo di nicotina tra i giovani ha raggiunto livelli allarmanti”. E’ quanto si legge nel rapporto State of Health in the EU Italia – Profilo della sanità 2025. Il documento è frutto del lavoro congiunto dell’OCSE e dell’European Observatory on Health Systems and Policies, in collaborazione con la Commissione Europea.

Nel 2022, poco meno del 20% degli adulti italiani fumava quotidianamente, circa due punti percentuali al di sopra della media UE. Dopo un calo del 20% tra il 2009 e il 2019, dovuto all’aumento delle imposte sul tabacco e alle campagne di sensibilizzazione, i progressi hanno subito una battuta d’arresto durante la pandemia, con un aumento del tasso di fumatori di un punto percentuale tra il 2019 e il 2022. Secondo il report i nuovi prodotti a base di nicotina stanno guadagnando terreno: l’uso di prodotti del tabacco riscaldato da parte degli adulti, per esempio, è passato dall’1% nel 2018 al 4,9% nel 2024. Si tratta di una tendenza molto preoccupante tra gli adolescenti: nel 2022, quasi il 27% dei quindicenni ha dichiarato di aver fumato nell’ultimo mese, dieci punti percentuali al di sopra della media UE, con le ragazze che riportano tassi più elevati rispetto ai ragazzi (31% contro 22%). Anche l’uso delle sigarette elettroniche è aumentato, passando dal 13% nel 2019 al 23% tra i 15-16enni nel 2022. I dati delle indagini nazionali condotte nel 2023-2024 mostrano che il 30% degli studenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni ha fatto uso di un prodotto a base di tabacco o nicotina nei 30 giorni precedenti, con un consumo di più prodotti quasi raddoppiato in due anni. Questo aumento del consumo di nicotina tra i giovani è favorito da una scarsa applicazione delle normative vigenti, dal momento che la maggior parte degli adolescenti dichiara di acquistare i prodotti direttamente dai rivenditori, con una verifica minima dell’età. La scarsa consapevolezza dei genitori aggrava il problema: solo un terzo di loro è a conoscenza del consumo di nicotina dei propri figli e la tolleranza è spesso maggiore per i prodotti più recenti rispetto alle sigarette convenzionali.

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