Con sovrappeso e obesità cervello più vecchio anche di due anni

15 luglio 2025 – Sovrappeso e obesità sono associati ad un invecchiamento accelerato del cervello e a una maggiore atrofia cerebrale, soprattutto tra gli uomini. È quanto emerge dal più ampio studio internazionale condotto finora sul rapporto tra peso corporeo e salute cerebrale: ha coinvolto oltre 46.000 persone in 15 progetti di ricerca ed è pubblicato sulla rivista eBioMedicine. “I dati mostrano che un peso corporeo eccessivo è associato a un invecchiamento accelerato del cervello e a una maggiore atrofia cerebrale, rispetto a chi ha un peso normale: cambiamenti cerebrali che possono assomigliare a quelli osservati nelle fasi iniziali della malattia di Alzheimer”, spiega Filippos Anagnostakis, primo autore dello studio, affiliato ricercatore presso la University of Pennsylvania e la Columbia University e neolaureato in medicina dell’Università di Bologna. “Questo – aggiunge – vale in particolare per gli uomini: quelli in sovrappeso hanno mostrato un cervello che appariva più vecchio di circa otto mesi, mentre in quelli con obesità l’invecchiamento cerebrale era di circa due anni superiore rispetto ai coetanei con peso normale”.

Diverso il discorso per le donne. Sorprendentemente, infatti, dall’indagine emerge che quelle con peso normale mostrano più segni di invecchiamento cerebrale e di atrofia simile a quella dell’Alzheimer rispetto alle donne in sovrappeso e anche rispetto agli uomini con peso normale. “Sappiamo che la differenza di sesso influisce in modo diverso sul rischio di sviluppare forme di demenza ma restano da capire i percorsi che provocano queste disparità”, commenta Anagnostakis. Altro elemento centrale è quello dell’età. L’impatto del peso corporeo sull’invecchiamento del cervello si è rivelato infatti più marcato nei soggetti più giovani, mentre tendeva ad attenuarsi con l’avanzare dell’età. Restano ancora da chiarire molti aspetti legati a queste connessioni. Alcuni indizi arrivano dalle analisi su vasta scala delle proteine, sono state individuate nel sangue alcune associate sia al peso corporeo che all’invecchiamento cerebrale. “I risultati che abbiamo ottenuto – conclude il ricercatore – ci invitano a ripensare l’impatto dell’obesità non solo dal punto di vista estetico ma anche in relazione alla salute cerebrale”.

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