27 agosto 2026 – Pubblicata su “Nature Reviews Cardiology” una revisione di studi scientifici che offre un quadro dettagliato su come la nicotina danneggi il sistema cardiovascolare. In particolare sono ricostruiti gli eventi biologici che vanno dal legame della nicotina con i recettori nelle pareti dei vasi sanguigni fino alla rottura della placca aterosclerotica, evento scatenante di infarti e ictus. L’uso di prodotti a base di tabacco e la dipendenza da nicotina rimangono, a livello mondiale, tra le principali cause prevenibili di morte prematura. La revisione integra, per la prima volta, i dati meccanicistici, i biomarcatori e i risultati di studi preclinici-clinici relativi a tutti i principali prodotti con nicotina.
“Volevamo risolvere una questione dibattuta da anni: il danno associato al fumo è causato dalla nicotina o quest’ultima è tossica di per sé? – ha spiegato l’autore principale della revisione, il professor Thomas Münzel del Centro Medico Universitario di Magonza, in Germania -. Ora è dimostrato come la nicotina possa attivare i recettori sulle cellule dei vasi sanguigni, disattivando l’enzima che mantiene i vasi rilassati e aperti. Ciò inonda la parete vascolare di molecole dannose e innesca un ciclo di auto-amplificazione dell’infiammazione e della formazione di coaguli. Il meccanismo si attiva indipendentemente dalla modalità di assunzione della nicotina”. La revisione descrive come la nicotina aggredisca la parete vascolare attraverso due vie indipendenti. A livello dell’endotelio, inibisce la prostaciclina – un vasodilatatore naturale – e stimola il rilascio di endotelina-1, uno dei più potenti ormoni vasocostrittori dell’organismo. Parallelamente, la nicotina agisce direttamente sulle cellule muscolari lisce vascolari che regolano il tono del vaso, bloccando i canali del potassio sensibili all’ATP e alterando la gestione del calcio; ciò favorisce la costrizione anche quando l’endotelio è integro. “La nicotina non si limita a disattivare lo strato protettivo del vaso, ma contrae direttamente la muscolatura circostante – ha affermato il professor Münzel -. Si tratta di due vie di attacco distinte che convergono verso lo stesso esito: un vaso che si contrae maggiormente, si rilassa meno e tende a formare coaguli con più facilità”.