24 febbraio 2026 – Un inquinante sottovalutato: è la luce, in particolare quella intensa e pervasiva dei Led, nelle città e dentro le nostre case. Una minaccia non solo per il cielo stellato ma anche per la salute umana in quanto provoca disturbi del ciclo del sonno favorendo l’insorgenza di problemi cardiocircolatori, neurologici e oncologici. L’inquinamento luminoso in tutte le sue forme è stato al centro di “Mappe di Luce: Esplorazioni Geografiche del Cielo e della Terra”, l’evento organizzato ieri a Roma della Società Geografica Italiana. L’inquinamento luminoso è una minaccia estremamente sottovalutata”, ha detto il medico Rocco Santarone referente Isde Italia – Associazione Medici per l’Ambiente e responsabile scientifico del convegno. “Eppure – ha proseguito – ci sono evidenze sempre più robuste che sottolineano proprio l’impatto negativo, a volte anche grave, tra una regolazione della luce artificiale sbagliata e la nostra salute”. Quella dovuta alla luce è una forma di inquinamento ‘nuova’, la cui origine può essere ripercorsa attraverso due tappe simboliche, entrambe associate a dei premi Nobel: la prima nel 2014 per l’invenzione dei primi Led a luce blu, che di fatto hanno aperto le porte all’uso diffuso di questo tipo di luci molto economiche e a bassi consumi, e la seconda nel 2017, per la comprensione dei meccanismi biochimici dei ritmi circadiani, ossia le interazioni che avvengono all’interno delle cellule grazie all’alternanza della veglia e del sonno, e della luce e del buio. Proprio la luce blu dei Led, fondamentale per generare il bianco, interagisce negativamente con i nostri sensori per la luce creando una sorta di sovraccarico e creando un cortocircuito nei ritmi circadiani.
“Purtroppo – ha aggiunto Santarone – l’eccesso di illuminazione sta causando gravi alterazioni di questi ritmi circadiani con effetti gravi che stiamo comprendendo sempre più, dall’aumento di patologie cardiovascolari all’essere un fattore di rischio anche per patologie oncologiche legate ad equilibri ormonali, come tumori alla prostata o al seno, fino a disturbi neurologici e psichiatrici”. Minaccia ancora troppo poco nota al grande pubblico ma che potrebbe essere ridotta almeno in parte con delle misure semplici. A partire dalla regolazione della temperatura di colore e l’intensità delle luci nelle nostre case, che non superi i 2700 gradi kelvin, agli schermi di tv e telefoni, fino a una illuminazione pubblica meno impattante.