Influenza, il freddo non provoca un nuovo picco

7 gennaio 2026 – L’influenza, con la variante K, rimane protagonista anche nei primi giorni del 2026 costringendo a letto migliaia di italiani. Il brusco calo delle temperature può portare a un aumento dei malanni di stagione, soprattutto delle infezioni respiratorie, ma non a un nuovo picco di influenza.

“Con il freddo è probabile vedere qualche caso in più di raffreddore e di infezioni respiratorie, anche di origine virale – spiega Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) – ma non ci sarà una nuova impennata dell’influenza stagionale. Il picco è già stato raggiunto tra Natale e Capodanno e, dopo un calo dei casi, non si è mai osservata una nuova risalita”. Questo però non significa abbassare la guardia. “Con le basse temperature non bisogna scherzare – avverte l’esperto – perché l’aria fredda favorisce le infezioni delle vie respiratorie”. Particolare attenzione è richiesta per anziani e persone fragili, come cardiopatici e immunodepressi, che dovrebbero evitare sbalzi di temperatura e, se possibile, restare in casa. Se uscire è necessario, Andreoni consiglia di “evitare luoghi chiusi e affollati per ridurre il rischio di contagio o di ricadute, soprattutto in chi ha appena superato l’influenza”. Le “nuove infezioni – precisa – spesso non sono dovute al virus influenzale, ma ad altri virus simili”. Da qui l’invito a tornare a usare la mascherina nei luoghi pubblici chiusi, “come autobus, metropolitana e treni, per proteggere sé stessi e gli altri” conclude.

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